In località "Fucoli", a poca distanza dall'omonima sorgente di acque termali situata lungo la splendida valle boscosa del torrente Astrone, cioè sull'antica via di comunicazione che collegava l'Etruria settentrionale interna con il mare, nel 1986 alcuni Soci dell' Associazione con la direzione della Soprintendenza Archeologica ritrovarono i resti di un frontone fittile di età ellenistica. Lo scavo ha portato alla luce un piazzale, compreso fra due colline e interrotto lungo il lato prospiciente la valle da una profonda erosione causata da un piccolo torrente. Qui, oltre a materiali rituali e votivi, è stata recuperata parte della decorazione fittile pertinente alla metà destra di un frontone. Il piano di calpestio antico era costituito da un acciottolato naturale spianato artificialmente su cui non sono state trovate tracce di strutture: anche se è probabile che il piazzale facesse parte dell'area sacra, l'edificio templare aveva una collocazione diversa che purtroppo non è stato ancora possibile individuare.
Degli elementi strutturali del tempio, sono stati recuperati una base di colonna in pietra fetida decorata in basso con un motivo a losanghe e un rocchio di colonna sempre in pietra fetida con fori per grappe.
Le lastre superiori (sime frontonali) presentano una sequenza alfabetica che serviva alla corretta collocazione degli elementi; tale accorgimento degli Etruschi ha permesso di ricostruire correttamente la successione e il numero esatto delle lastre.
Della decorazione del timpano sono conservate tre lastre, due delle quali combacianti: su di esse sono rappresentate una figura virile, grande due terzi del vero. Sulla terza lastra è modellata una figura virile seduta su un trono o su uno sgabello con un manto intorno ai fianchi e il torso nudo.
Alle lastre verticali del timpano del frontone erano applicate, mediante chiodi di ferro ribattuti sul retro e fissati con piombo, le figure di animali mitologici (ne rimangono quattro: due putti su delfini e due nereidi su mostri).
L'acroterio laterale raffigura un genio femminile alato nell'atto di spiccare il volo, con un vaso da vino (kantharos) nella mano sinistra abbassata e la destra accostata al volto in un gesto di sorpresa o allarme che doveva rimandare alla posa dell'acroterio sinistro e di quello centrale, entrambi perduti.
Della cornice traforata è conservato solo un frammento della parte inferiore di una lastra che raffigura un fregio d'armi.
I resti frontonali del tempio dei Fucoli, troppo scarsi per poter identificare il mito raffigurato, sono databili al secondo quarto del II sec. a. C.
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