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Camerelle: scavi del 1985.

 

 

Cisterna romana delle Camerelle

La collina occupata dalla cisterna romana delle Camerelle era sede di una piccola necropoli etrusca con tombe a loculo, già individuata nel secolo scorso. Le ricerche intraprese a partire dal 1985 hanno consentito di mettere in luce una di queste sepolture databile alla fine del III - decenni iniziali del II sec. a. C., distrutta dai lavori agricoli.

 

Sulla sommità è ubicata una grande cisterna a tre navate con volta a botte orientata est-ovest e uno stretto ambiente posto ortogonalmente, recante sulla volta un'apertura, dalla quale veniva attinta l'acqua. Da questo corridoio si accede a tre piccoli vani intercomunicanti, ubicati nella parte centrale della struttura e coperti a pseudo volta. Quasi in prossimità dell'angolo nord-est era inserito nella muratura un tubo di terracotta collegato all'esterno con due valvole in bronzo, esposte nel museo, poste all'inizio di una canaletta di tegole. Del livello soprastante la cisterna rimangono pochi resti di muratura, alcune porzioni di pavimento in opus signinum e nella parte centrale uno strato di cocciopesto ornato con tessere di arenaria disposte su cinque file.

 

Nell'area adiacente al serbatorio idrico sono stati messi in luce tre pozzi: due con rivestimento in mattoni e l'altro con blocchi di travertino. La parte inferiore del pozzo è rivestita in cocciopesto e da questa si dipartono alcuni cunicoli ispezionabili che collegano fra loro i pozzi. Le gallerie scavate nell'arenaria a 5 metri dal piano di campagna sono coperte a pseudo volta e intonacate con cocciopesto. I pozzi distano tra loro una trentina di metri e sembrano rispettare le indicazioni fornite da Varrone per tali sistemi idraulici.

 

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