Mezzomiglio: le terme di Orazio
Alla fine del I sec. a. C. Chianciano era già sede di edifici termali piuttosto lussuosi e rinomati, tanto che a queste fonti salutari venne a curarsi anche il poeta Orazio, su consiglio del medico Antonio Musa, che aveva guarito l'imperatore Augusto da una grave malattia, ricorrendo esclusivamente a bagni freddi e fumenti. Per questo l'imperatore permise ad Antonio Musa di fregiarsi del titolo di medicus Augusti e lo ricompensò con l'erezione di una statua in bronzo, collocata accanto a quella di Esculapio, con un anello in oro e cospicui doni in denaro.
Le terme dove si recò il poeta Orazio a curare le proprie malattie sono da riconoscere con i monumentali resti in corso di scavo nella località Mezzomiglio.
La località Mezzomiglio è ubicata a valle del viale della Libertà, presso il centro urbano di Chianciano Terme. Già nel XVIII secolo alcuni eruditi locali, quali il Paolozzi e il De Vegni, segnalarono l'esistenza in questo luogo di resti di edifici da riferire ad età romana.
Lo scavo, iniziato nel 1993, ha permesso di riportare alla luce un piccolo edificio ad uso termale orientato ad est, composto da più ambienti fra cui sono identificabili con certezza due piccole vasche: una, di forma semicircolare, ha un pavimento in opus signinum con piccole tessere in marmo bianco ed è costruita in opus caementicium gettato all'interno di casseforme di legno; l'altra, di forma quadrata, è rivestita in cocciopesto, mentre le strutture murarie di fondazione sono costruite con laterizi e pietrame legati da abbondante malta. Del paramento in elevato, in opus reticulatum, si conserva soltanto un breve tratto della prima fila di cubilia nell'angolo nord-ovest. Sulla parete est della vasca semicircolare si imposta una canaletta con fondo in tegole poste di piatto alle cui alette è addossata una fila di ciottoli fluviali che dovevano accrescere la robustezza della struttura; anche l'altra vasca è comunicante attraverso una fistula di piombo non più esistente, con una piccola canaletta in laterizio. Negli altri ambienti sono rilevabili parti dell'hypocaustum di cui rimangono conservate suspensurae di forma rotonda disposte a coppia e alcuni lacerti di pavimento in cocciopesto.
Più a monte è stata messa in luce una grande vasca, alimentata da acque minerali sorgive che discendono dalle circostanti colline, anch'essa ad uso termale, con paramento interno in opus incertum coperto da una cimasa in blocchi di travertino e struttura esterna in opus caementicium. Il pavimento in doppia pendenza è realizzato con embrici di terracotta, alcuni dei quali recanti bolli consolari del 114 d. C. Il complesso termale, di notevoli dimensioni, sembra databile al II sec. d. C. e da esso proviene un'importante iscrizione in cui è menzionato un personaggio di rango equestre, che ricoprì la carica di tribuno militare nella I legione di stanza a Novae in Moesia inferiore (provincia romana del basso Danubio corrispondente con l'attuale Bulgaria) e successivamente divenne procuratore nella Gallia Lugdunense.
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